SPERIAMO

cha questa situazione

finisca presto !

Il rilievo marmoreo dei fratelli Dalle Masegne (databile a fine ‘300 e ora al Museo Civico Medievale di Bologna) ci fa risalire alle origini della tradizione universitaria. Esso era parte dell’arca di Giovanni da Legnano, docente nell’antica Università, e mostra un gruppo di allievi intenti all’ascolto. Beninteso dal Medioevo i tempi sono enormemente cambiati, ma non l’essenza dei rapporti umani come il genuino rapporto di comunicazione diretta tra persona-docente e persona-allievo.

Tra l’angosciosa vastità di effetti negativl, il COVID 19 (vorrei dire la parentesi del) ha fatto emergere qualche elemento positivo. Tra questi le possibilità oggi offerte dalla didattica “a distanza”, importantissima se non indispensabile in casi specifici. Ma, nel bilancio, si sono avvertiti anche i rischi di una deriva generale verso Università e Scuole dominate dalla telematica piuttosto che dalla comunicazione diretta in ambedue le direzioni.

Con le restrizioni all'accesso, si è constatata la pericolosità della perdita di un "ambiente" ove ci si confronti nella didattica e nella ricerca. Anche quando è stato possibile accedere, per lo più non è stato per incontrare diverse intelligenze e allargare la propria visione, ma per necessità materiali della propria attività. Non deve diventare una situazione irreversibile.

Nella ricerca scientifica, e non solo, le idee e le iniziative innovative non sono programmabili. Molte volte emergono da un processo semi-casuale, in cui da incontri emergono visioni per nuove prospettive.

Dai suoi inizi, al CERN di Ginevra i luoghi ove si beve il caffè e si pranza sono fondamentali per la genesi di nuove idee. Non è generalmente vera l’immagine romantica dello scienziato chiuso a elucubrare.

Nella didattica, intesa come formazione di persone attraverso la comunicazione e non solo come erogazione di nozioni, la presenza di un ambiente è ugualmente importante. Senza di esso resta possibile il “riempimento del cervello come se fosse un vaso”, secondo le famose parole di Plutarco in “L’arte di ascoltare”.

Le nuove possibilità offerte dalla tecnologia vanno sfruttate per quanto servono a migliorare la comunicazione e ovviare a difficoltà purtroppo sempre presenti come nell'emergenza. Ne è storico esempio la diffusione della conoscenza e le possibilità di trasmissione di idee portate dalla tecnologia del libro stampato. Ma senza farsene sopraffare o condizionare.

Speriamo che questa situazione finisca presto e non divenga irreversibile !