Informatica, suono e musica

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10/12/2012 22:56 - 05/12/2016 22:08 #23 da S. Cavaliere
S. Cavaliere ha creato la discussione Informatica, suono e musica
Informatica, suono e musica
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Per domande: autore o Domanda a un esperto
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GLI INIZI

La nascita dell’Informatica Musicale data ormai a più di 50 anni fa: erano gli anni ’60 quando gli enormi progressi delle tecnologie elettroniche, dei calcolatori, delle comunicazioni vedevano nascere approcci inediti, dando seguito e sviluppo alle profonde innovazioni prodotte negli anni ’40 da discipline nuove come la Cibernetica , la Teoria dell’Informazione, la Computabilità e Ricorsività.
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Max Mathews e il suo "Radio-Baton"
Immagine Computer History Museum
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E’ in quegli anni, sulla spinta di una sorta di ottimismo scientifico che non vede limiti alle tecnologie in campo, che Max Mathews (v. An appreciation by Zicarelli o anche The First Computer Musician ) alla Bell Telephone decide di sperimentare la sintesi di suoni al computer; programmi in un linguaggio da lui ideato, in cui era possibile controllare degli oscillatori “virtuali”, creavano i campioni del suono in formato digitale; portando poi i nastri con questi campioni alla Bell Telephone questi venivano convertiti in suoni attraverso un costoso dispositivo, allora disponibile soltanto alla Bell Telephone.

Già prima però un altro ricercatore, Lejaren Hiller in una università dell’Illinois aveva utilizzato il computer per un altro compito del musicista, quello di comporre ( Computer Cantata o Illiac Suite for String Quartet).

La figura mostra Max Mathews e il suo " Radio-Baton . Il Radio-Baton - sviluppato da Mathews alla fine del 1980 - tracciava movimenti di un esecutore con due bacchette radio-trasmittenti. I movimenti dell'esecutore potevano essere utilizzati per controllare in remoto degli strumenti musicali.

Guardate l'intervista a Max Mathews and John Chowning - due icone della Computer Music - condotta da Curtis Roads, fondatore del Computer Music Journal e compositore di grande fantasia.


EUROPA, ITALIA, NAPOLI

Negli sviluppi della disciplina nei decenni successivi, l’Europa ha avuto ed ha tuttora un grosso ruolo. In particolare lo ha avuto l’Italia grazie a ricercatori che con atteggiamento pionieristico l’hanno praticata. Si pensi al Maestro Pietro Grossi del CNR-Cnuce di Pisa e a Giuseppe (Peppino) di Giugno , un fisico che ha lavorato a Napoli alla Federico II, nel vecchio Istituto di Fisica, ora Dipartimento di Fisica . E grazie a musicisti che queste ricerche con il loro contributo creativo hanno promosso queste ricerche, come Luciano Berio, Luigi Nono e altri.

Era intorno al 1970 quando Luciano Berio visitò l'Istituto di Fisica per ascoltare i suoni del primo banco di oscillatori digitali in tempo reale che vi era stato realizzato: allora noi che dopo abbiamo un po’ continuato nel campo, eravamo giovanissimi ricercatori, o contrattisti, o precari o altre figure “strane” della complessa storia dei nomi e dei ruoli dei precari dell’Università in Italia. Luciano Berio allora, un po’ di anni dopo l’esperienza dello Studio di Fonologia della RAI di Milano, era in contatto a Parigi con Pierre Boulez che pochi anni prima aveva avviato, a ridosso dell’esperienza del Centro Pompidou, l’esperienza dell’ IRCAM ; gli apparati sperimentali realizzati da Peppino con la nostra collaborazione si prestavano a realizzare con tecnologie completamente digitali il sogno dei compositori in vena di modernità: il sogno dei mille oscillatori, con i quali, grazie al controllo di un computer si potesse creare qualsiasi sonorità per quanto complessa; ben altro che gli sparuti oscillatori analogici dello studio di Milano.

Presto detto, Peppino si trasferì a Parigi dove, procedendo con mezzi abbondanti e grande inventiva realizzò delle macchine di grossa complessità, dimensioni e potenza, innovative nel panorama internazionale, sempre legati al paradigma del tempo reale; a noi, rimasti nella periferia dell’impero ma sempre in contatto con lui, insieme ad altri ricercatori che si sono poi uniti all’esperienza, toccò di continuare l’attività con qualche buon risultato in direzioni diverse (vedi ACEL ), da quella della progettazione di computer dedicati per la sintesi del suono, precursori dei moderni DSP, a quella, teorica, dello studio di algoritmi e trasformate innovative per l’analisi di segnali acustici, a quella dell’analisi del segnale audio della voce e del parlato; un’esperienza molto interessante è stata quella del teatro cibernetico al Festival dei due mondi di Spoleto nel 1981.

Un altro risultato del lavoro successivo di Di Giugno è stata la progettazione e realizzazione di chip VLSI per la sintesi del suono e la realizzazione della workstation MARS costruita con questi, a cui anche noi abbiamo avuto l’opportunità di contribuire; questa workstation è stata poi usata con successo in vari laboratori e centri di ricerca, prima di diventare obsoleta grazie agli avanzamenti delle tecnologie dei microprocessori.


PROSPETTIVE

Dalla nascita dell’Informatica Musicale sono passati vari decenni e le sue tecniche fanno parte ormai della nostra esperienza quotidiana, quando ascoltiamo suoni dal nostro computer o dalla rete; molta parte della musica di cui fruiamo è creata o modificata e arricchita con i computer sia a fini espressivi, che per una migliore fruizione, come avviene ad esempio nel caso della spazializzazione del suono nelle moderne sale cinematografiche.

Ma le prospettive di sviluppo che gradualmente dagli istituti di ricerca si trasferiranno nella nostra vita, nelle nostre esperienze sensoriali, emotive e culturali sono ben più ampie. Solo per accennarne qualcuna, sono ormai molto evolute le tecniche di navigazione in archivi audio e multimediali , che permettono di classificare registrazioni audio cercando dei contenuti specifici, uno strumento, una frase sonora, uno stile. Questo renderà possibile la fruizione dei grossi archivi costituiti da circa un secolo di produzione audio su supporto magnetico, relativa a radio e televisione, in tutto il mondo, quando questa produzione per il solo fatto di essere digitalizzata costituirà una documentazione insostituibile per il futuro: documentazione storica, documentazione di costume che dunque non andrà perduta, come è invece avvenuto per i secoli passati.

Ma rimane sempre importante l’aspetto della sintesi del suono: tecniche sempre più sofisticate sono a disposizione del musicista per creare il proprio materiale sonoro, il proprio strumento, la propria esecuzione, eventualmente in uno spazio di ascolto virtuale appositamente progettato, andando spesso di là delle sonorità possibili per gli strumenti e le situazioni tradizionali; molti altri elementi dunque possono entrare a far parte del patrimonio espressivo del musicista. Ancora la musica sintetica diventa sempre più vicina alla musica intepretata mediante strumenti reali, grazie allo studio degli aspetti espressivi dell’esecuzione e delle modalità con cui riprodurli.

Ma questo è soltanto un sottoprodotto del lavoro che viene fatto per studiare gli aspetti cognitivi che sono dietro all’esecuzione ed all’interpretazione della musica ed anche alla sua fruizione; tutti questi aspetti studiati con tecnologie nuove permettono di far luce sui processi cognitivi legati in generale all’esperienza musicale. Interessante a questo riguardo il lavoro del LIM di Milano con begli esempi di ascolto. Didattica della musica, composizione, fruizione si avvantaggeranno di questi studi che tra l’altro si avvalgono di recenti tecnologie di visualizzazione dell’attività cerebrali e di una nuova generazione di strumenti e metodi di comunicazione mente macchina.

Ancora un altro terreno ricco di sviluppi, quello dell’esecuzione cooperativa a distanza sviluppata già dalla fine degli anni ‘90 grazie allo sviluppo delle tecnologie di rete e che permette a musicisti di suonare insieme a distanza. Ecco, tutti questi strumenti e direzioni innovative della ricerca nel campo ampio dell’Informatica musicale delle discipline confinanti promettono dunque grossi risultati, sempre nella direzione di approfondire ed arricchire la nostra esperienza musicale e le nostre modalità di fruizione della musica.

E ora divertitevi a vedere e ascoltare dei video sull'argomento, che potete anche sceglere nella lista fornita qui sotto.

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VIDEOS

Max Mathews & John Chowning - Music Meets the Computer
Intervista di Max Mathews e John Chowning, due icone della Computer Music condotta da Curtis Roads, il fondatore del Computer Music Journal e compositore di grande fantasia.

Major developments in the history of Computer Music
Una breve rassegna dei principali sviluppi della Computer Music.

Computer Music (Synthesizers, Synclavier) 1986 Pt. 1/3
Introduzione alla Computer Music con un breve discorso di Max Mathews.

Boulez: "Repons" 1/5 , 2/5, 3/5, 4/5, 5/5.
Repons rappresenta un punto di arrivo di una fase importante dell’IRCAM di Parigi, nel periodo delle potenti macchine di Di Giugno e del paradigma della sintesi in tempo reale. Questi video ripropongono l’esecuzione del brano con una spiegazione dell'organizzazione dello spazio fisico del concerto e dell'interazione tra gli strumenti reali e la partitura creata in tempo reale per strumenti sintetici; questi rispondevano in vari modi ai suoni degli strumenti reali secondo una organizzazione che richiama i responsorio della musica antica. Il supporto di calcolo era la 4X di Peppino Di Giugno ( fotografia della macchina ).

Pierre Boulez - Repons (1)
Film di una esecuzione di Repons in concerto.

New Music XX .
YouTube fornisce musica del XX secolo spesso legata all’elettronica by Xenaxis, Stockhausen, Berio e altri.

Studio di Fonologia della RAI di Milano
Presenta filmati d’epoca con Maderna, Berio e Nono.

Studio di Fonologia della RAI di Milano
Ricreato nel Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco di Milano.

The New Sound of Music 1979 (Part 1)
Un documentario della BBC sui primi sviluppi della musica elettronica. Rimane nell’analogico.

Il Theremin di Leon Thermen
Uno strumento elettronico dalle incredibili sonorità.

The Origins of Electronic Music
Le origini della musica elettronica di tipo analogico.

Stockhausen: "Elektronische Musik Studie I"
Un pezzo di Stockhausen del 1953.

Pierre Schaeffer - "Etude aux chemins de fer"
Uno dei primi pezzi di Musica Concreta.

First computer to sing - Daisy Bell
Un esperimento di sintesi vocale su computer del 1961

1950 early electronic synthesizer: “This is music with a strictly electronic beat”

The IBM 7090 Computer sings "Bicycle Built For Two" a la 2001 A Space Odyssey

Album "Music from mathematics played by I.B.M. 7090 Computer and Digital to Sounds Transducer”, Decca Records, DL 9103.

Prof. associato Architettura Elaboratori
Dipartimento di Scienze Fisiche
Università degli Studi Federico II
Complesso Univ. di Monte S.Angelo
via Cintia 80126, Napoli - Italy
Ultima modifica: 05/12/2016 22:08 da Paolo.

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